Un audit di processo si chiude quasi sempre allo stesso modo: un verbale, un elenco di rilievi, una data per la verifica. Poi, alla verifica successiva, metà dei rilievi sono ancora lì. Non perché nessuno abbia lavorato, ma perché il rilievo è rimasto un documento invece di diventare una modifica del modo in cui si lavora.
Il rilievo non è il problema
Un rilievo descrive uno scostamento fra quello che il processo dovrebbe fare e quello che ha fatto in quel momento. È un sintomo. Chiudere il sintomo — ripetere la formazione, aggiornare il modulo, richiamare l’operatore — lascia intatta la causa e garantisce che lo scostamento torni.
Dal rilievo alla modifica verificabile
Un rilievo diventa miglioramento stabile quando produce una modifica in almeno uno di questi tre punti: il piano di controllo, il parametro di processo, o il criterio di accettazione. Se dopo l’audit nessuno dei tre è cambiato, il processo è rimasto quello di prima.
La verifica che conta
La verifica di efficacia non è ricontrollare il documento: è misurare la stessa grandezza che aveva generato il rilievo, sullo stesso processo, dopo un numero di cicli sufficiente. Se il dato non si muove, l’azione non ha funzionato, indipendentemente da quanto sia ben scritta.